L’ombra

L’ombra della personalità consiste in tutto quello che rimuoviamo nell’inconscio per paura di essere respinti o attaccati dalle persone che sono importanti per noi, per non dispiacere le persone che amiamo o da cui dipendiamo, per paura di perdere il loro affetto…. Da piccoli abbiamo cercato di compiacere i nostri genitori, o chi per essi, relegando nell’inconscio parte di noi stessi, quella parte che poteva dar loro fastidio, che poteva essere riprovevole, per poterci presentare come bambini buoni, ubbidienti.
Ma così facendo, poco a poco, abbiamo costruito dentro di noi un fondo stratificato di repressioni e rimozioni che si sono accumulate negli anni.
L’ombra di cui io parlo nei miei libri, però, non è solo il luogo fatto di elementi infantili, dei nostri attaccamenti, delle nostre paure, ma anche e soprattutto il luogo dei nostri talenti, della nostra vocazione.
Essa, nella mia visione, è la parte selvatica, incolta di noi stessi, che ci fa da ponte con le profondità nascoste della nostra anima, con la nostra vitalità e creatività.
Se noi ignoreremo la nostra ombra, essa si vendicherà.
Ma non possiamo neanche lasciarla libera.
Si tratta allora di conoscerla, di entrare in contatto, reintegrandola nella nostra consapevolezza usando la sua forza, la sua energia.
Lavorare per reintegrare la propria ombra significa crescere psicologicamente e spiritualmente.
Se l’ombra viene lasciata al suo stato selvaggio, se non viene addomesticata, può procurare dei gravi squilibri. Quanta gente cosiddetta perbene improvvisamente uccide o cade in depressione o finisce schiava di una grave dipendenza.

Seguire la propria missione

Chi ha il coraggio di seguire la propria missione è sicuro di dare senso alla vita. Scoprirà le aspirazioni della propria anima e, di conseguenza, la ragione del proprio esistere.
Sarà accompagnato costantemente dalla sensazione di essere veramente se stesso, di sperimentare la autenticità della vita e di essere veramente di aiuto per gli altri.
Si sentirà sempre pieno, vivo, creativo, appassionato, mai più vuoto, insoddisfatto, inutile, continuamente inquieto.
Seguendo la propria visione , tra l’altro, riuscirà a dare priorità a ciò che veramente conta, diventerà essenziale, non si lascerà prendere da cose inutili o che potrebbero distrarre dal proprio progetto di vita e sfrutterà al massimo le energie per realizzarlo.
Soprattutto non sarà più facile preda degli arroganti, dai falsi, dagli opportunisti, dagli invidiosi.
Non sprecherà la propria esistenza.
Troverà fiducia e stima in se stesso.
Supererà la paura di essere abbandonato, di fallire.
Più seguirà la propria visione e più prenderà fiducia.
Infine, per chi sta realizzando la propria vocazione, incredibilmente l’universo che lo circonda diventa suo amico e lo aiuta nel suo progetto.
Fin dal mio primo libro PER ESSERE FELICI, in tempi non sospetti, affermavo che ognuno di noi è unico e irripetibile.
Ora tutti mi hanno copiato.
Ma tant’è.
Comunque, per continuare, devo anche dirvi che non si può sfuggire alla propria missione, o meglio, possiamo ribellarci ad essa, ignorarla, tradirla, dimenticarla, abbandonarla, ma, in questi casi, si dovrà pagarne un prezzo alto. Doloroso e lacerante. Fino ad annientare l’intera personalità.

libro novità : I Sogni dell’Anima

Libro: I sogni dell'animaE’ stato pubblicato il mio ultimo libro: I sogni dell’anima.

Con questo testo vorrei ispirare in ciascuno il desiderio di soffermarsi a guardare dentro di sè ed analizzare i sogni non realizzati. Per progettare per il futuro. Per continuare a sognare per il domani.

un cercatore

Da tempo i miei libri si interrogano sul senso della vita. Sul significato profondo dell’esistenza. In questi ultimi tempi, vivendo in eremitaggio,-un giorno vi parlerò del mio eremo  costruito su uno sperone di roccia e circondato da boschi, visitato da caprioli e cinghiali- trascorro le giornate rivedendo il mio passato, le mie esperienze, le mie conoscenze, i miei vissuti, e mi accorgo che fin da piccolo ho sempre cercato e mi sono chiesto il perchè del mio esistere. Ora sono certo: sono un cercatore. Se ben rifletto, però, spesso mi sono perso, e a volte ho creduto di essere un amante, ho vissuto con passione i miei amori, credendoli definitivi, ma poi qualcosa mi ha sempre riportato sul sentiero della ricerca profonda del mio esistere. Ho vissuto anche come orfano, alla ricerca di protezione, di sicurezza, ma sempre qualcosa mi ha riportato sul sentiero della ricerca e della creatività, fuggendo la non autenticità delle persone che mi circondavano. Sono stato anche folle, con una sfrenata gioia di vivere. Un guerriero che affronta con coraggio a viso aperto i suoi nemici, soprattutto i suoi problemi, i suoi draghi, i suoi demoni. Certamente sono stato un terapeuta di successo, ho insegnato a saper trasformare le cose negative in positive, a dare senso. Infine riconosco che la ricerca continua, fuggendo l’inganno, il conformismo. Questo elenco di archetipi riguarda me, ma anche tu che mi stai leggendo cerca i tuoi. Ognuno di noi li possiede. Tutti hanno amato, sofferto, gioito, ma se non si possiede il senso profondo della propria esistenza, qualsiasi ricchezza economica, qualsiasi potere o successo sono nulla. Oltre ai beni materiali, si può avere anche una vita familiare felice, andare in chiesa ma, se non si sa chi si è, in profondità, non si sa il perchè del proprio esistere, tutto diventa insufficiente, privo di senso. Insensato. Anche chi vive intensamente la propria vita , con passione, se non segue la propria missione profonda, che abita  in ogni essere umano, si sente comunque insoddisfatto, vuoto, senza significato. In tutti i miei libri ho parlato dell’importanza di essere sinceri con se stessi, autentici, ad andare in profondità nella propria interiorità, a porsi le domande fondamentali, profonde ed eterne che segnano ognuno di noi.

consapevoli

La personalità consapevole non agisce secondo meccanismi di proiezione. Sta sempre di fronte a se stessa. Leggi a proposito mio libro ” PER ESSERE FELICI” ed. Paoline.
E’ responsabile delle proprie emozioni.
Ma, così facendo, non è più  vittima.
Non potrà mai più essere vittima di alcuno.
Ma riconoscere di non essere vittima significa perdere definitivamente le proprie illusioni di bambini, alle quali ci siamo sempre aggrappati per sopravvivere, per sentirci vivi.
Tuttavia per diventare consapevoli bisogna accettare la propria solitudine, il saper di dover morire.
Se, in caso contrario, vivremo con la paura di essere abbandonati, con la paura di morire, noi non vivremo.
Ancora una volta compiacciamo le figure dei nostri genitori e non siamo capaci di reintegrare quelle parti di noi che, nel pensiero di quando eravamo bambini, ci hanno fatto perdere l’amore dei genitori, o degli amici, o comunque ci hanno fatto perdere l’amore di qualcuno a noi caro, ci hanno fatto perdere l’amore del mondo. In fondo, ci comportiamo per tutta la vita secondo il modo in cui abbiamo interiorizzato le nostre condizioni infantili. Viviamo così in un cerchio senza fine.
Dobbiamo spezzarlo facendo fluire l’amore, il calore nella nostra personalità, non rifiutando parti di noi, ma parlare con loro.
Se le rifiutiamo, queste parti si ribellano e si trasformano, nel tempo, in draghi, in demoni.
Sono sempre più convinto che ciò che dentro di noi sentiamo come minaccioso è, in verità, qualcosa che vuole essere conosciuto da noi.
Vuole essere amato da noi.

fuga

Molti miei contemporanei non vivono in modo vero, autentico, positivo, personale.
Tendono a fuggire da se stessi.
Dalla propria identità.
Forse preferiscono fuggire per non perdere la stima di se stessi.
Hanno paura di vedersi per quello che sono.
Credono di morire o di venire uccisi se emerge la loro vera natura, la loro vera personalità. Tutto ciò avviene, per lo più, in modo inconsapevole. Perchè colui da cui devono guardarsi è il loro stesso io, il dentro di loro.
Fuggono credendo di vivere, ma si illudono, sopravvivono.
Non vivono.
Piuttosto di porsi domande dirette sulle responsabilità delle proprie scelte e sulle loro conseguenze, invece di iniziare un lavoro di autocritica, di risignificazione della propria personalità, preferiscono ingannare se stessi. Pur di non riconoscere la propria incapacità alla responsabilità, accusano gli altri, i fattori esterni, situazioni, il destino….

cambiare nome

Mi piacerebbe che si potesse, a un certo punto della propria esistenza, cambiare nome.
Mi piace pensare che il nome corrisponde all’essenza della persona. Cambiare nome significa allora assumere una nuova identità.
Un’ identità che ha imparato il linguaggio del bene. Che sa trarre il bene anche dal male, soprattutto dalla parte negativa di sè.
Per fare ciò occorre un mutamento interiore, un cambiamento profondo della propria personalità, tenendo conto però della propria unicità e irripetibilità, della propria originalità, sviluppandole.
Rendere la propria personalità più gioiosa, più allegra, più serena, più libera, più creativa.
Smascherare le parti false, ambigue, nevrotiche, cupe, perverse, di noi. Riunire le parti spezzate di noi.
Andare oltre le ferite ricevute.
Uscire dagli schemi mentali assunti per difesa, per paura, per orgoglio.
Allargare la mente.
Pulire il cuore.
Non dobbiamo temere di vivere un’esistenza piena.
Solo vivendo in prima persona, affrontando ciò che ci capita, come protagonisti del viaggio della vita, la nostra esistenza diviene fonte di godimento, di ammirazione, di senso.

quando comincia la ricerca

Ognuno di noi ha un proprio personale percorso, all’interno del quale è assoluto protagonista se possiede il coraggio di guardarsi dentro, prendendosi la responsabilità del bene e del male che vi trova.
Ciò non è possibile se rimaniamo chiusi nel nostro io, per paura, per ricerca di potere, di successo, rivestendo ruoli prestabiliti, seguendo regole formali, evitando di soffrire.
La via da seguire attraversa corpo, psiche e spirito, adopera più l’immaginazione, la creatività, che la logica, la ragione, non pretende di capire sempre, di controllare tutto, ma onora il mistero.
Chi segue questa via intuisce di appartenere a qualcosa di più grande.
La ricerca vera del motivo profondo per cui siamo su questa terra comincia, in genere, quando si sente che si sta per morire psicologicamente.
Quando si è stanchi della vita che si conduce, quando si sente di stare per perdere ciò per cui si è lottato tanto.
Quando si perdono le persone care.
Quando si lasciano le persone che amiamo, che abbiamo amato.
Quando ci si accorge di aver sbagliato tutto.
Quando si comprende che la vita che si conduce non ha senso.
Il viaggio ha inizio nella storia della propria vita, dove si impara a sopravvivere, a vedere il bianco e il nero, il buono e il cattivo, il male e il bene.
Poi, può essere per un abbandono, per un rifiuto, per una delusione, per un insuccesso, per una malattia, si deve cadere.
Il nostro viaggio continuerà o si fermerà secondo il modo in cui viviamo la caduta. Se ci identificheremo in essa, ci fermeremo; se, al contrario, la vivremo come un’occasione per capire che siamo parte di un percorso, di qualcosa di più grande, allora andremo avanti nel viaggio.
La caduta dunque è necessaria.
La società occidentale sta morendo perchè evita la caduta, nè insegna a cadere.