La realtà come dono

Per la nostra cultura scientifica e disincantata, insensibile al fascino del mistero, tutto ciò che esiste si riduce a materia da utilizzare, da analizzare.
La realtà è vissuta in rapporto a noi stessi, ai bisogni che riesce a soddisfare.
Si tratta di un rapporto ingordo, manipolativo, simile a quello che un bambino, nella sua fase narcisistica, ha con le persone circostanti.
Un simile rapporto nuoce soprattutto perchè svuota di valore il reale e non permette di avere con esso un rapporto ricco e pieno di senso.
Per questo ci sentiamo, spesso, soli e incapaci di comunicare con l’altro.
Solo se scegliamo di risignificare il mondo, la realtà che ci circonda come dono, la vita diventa luogo pieno di significato.
Se Dio è il vero proprietario della terra, allora noi siamo solo gli ospiti.
Si passa dal possesso all’accoglienza.
L’essere umano non possiede il mondo, ma può servirsene.
Il mondo non è suo, ma può abitarlo.
Disporsi all’accoglienza, rinunciando al possesso, significa entrare in una logica di gratuità.
Tutto ci è stato donato.
Gratuitamente.
Al di fuori di questa visione, la realtà può solo venir reificata, monetizzata.

3 Responses to “La realtà come dono”

  1. Ahhhhhhhhhhh.. (sospiro) .. sì!… Bellisssima considerazione di fine giornata…
    I CONCETTI CREANO DEGLI IDOLI. SOLO LO STUPORE COGLIE QUALCOSA
    (Gregorio di Nazianzio)

    Non sappiamo più stupirci …

    Grazie, Valerio

  2. Deborah scrive:

    La realtà. Mi sono trovata in una situazione in cui non so cosa sia la realtà. Ora la cerco per dare il mio senso. Ma la prima sensazione che ho percepito è stata quella di un vuoto assoluto. Per anni ho vissuto con la convinzione che solo ciò che mi stava attorno era la realtà. Ma la persona che consideravo a me più vicina non aveva fatto altro che mentire e propormi una visione alterata. E’ stato come vivere in un film dove il regista poteva a suo piacimento cambiare nel corso della registrazione le scene a suo piacimento. Avrei potuto vivere in quella realtà o in un altro livello parallelo, come se potessero esistere degli stati possibili che uno avrebbe potuto scegliere se solo ne avesse potuto avere la facoltà. In questo mare di possibilità si è venuta a creare un’increspatura, lì ho inciampato. Qualcuno, qualcosa mi ha fatto inciampare. Mi sono fermata.

  3. valerio scrive:

    chi ci sta vicino non è la realtà..il problema non è stato tuo, ma suo..è stato lui che mentiva…

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