UN UOMO SPIRITUALE
Vivendo queste esperienze, con la mia ipersensibilità, fin da giovane ho sempre posta la soddisfazione di questa mia sete di felicità al di fuori di me stesso, dell’altro, degli altri, del mondo. In Dio. Per questo so di essere sempre stato, in fondo, un uomo spirituale. Religioso. Ho sempre intuito, in qualche modo, che l’essere umano non può darsi la felicità, nè può essergli data da un altro essere umano. I momenti di felicità che proviamo su questa terra aiutano a intuire come sarà la felicità eterna, ma la pace interiore che io intendo non esclude le sofferenze, nè cerca la felicità assoluta.


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Hai proprio ragione Valerio. Come e’ facile perdersi e cercare in tante altre cose la realizzazione, magari anche buone, ma lontane dall’essenziale che ci riempie sul serio. E parlo x esperienza personale, con una vita
di continue cadute e ripartenze. Ciao
Caro Valerio,ti posso assicurare che cio’ che ho provato tanti anni fa quando rimasi in coma per due giorni…è una pace indecrivibile aggiunta ad una luce meravigliosa accecante che non esiste sulla Terra…un’esperienza cosi lascia una traccia in noi e ci fa capire che
veramente nell’aldilà esiste la pace vera…una pace indescrivibile che non esiste qui…ecco perchè il nostro corpo e la nostra anima non sono mai saziati,anelano alla vera luce di Dio….