AMICI DI VALERIO 2

Essere amici può apparire semplice: affinità di carattere, interessi comuni… Ma, a volte, un rapporto che sembrava solido si infrange contro lo scoglio dell’affermazione di sè, della prevaricazione psicologica che, anche inconsapevolmente, viene messa in atto nei confronti dell’altro.
Essere amici vuol dire accettare l’altro nella sua unicità e irripetibilità, nella sua autonomia, nella sua diversità. ciò implica una consapevolezza anche della propria originalità, che si traduce in uno scambio proficuo di esperienze.
Chi pensa di trovare nell’amicizia una soluzione al proprio disagio interiore o alle proprie difficoltà andrà incontro facilmente a delusioni.
Essere amici non uno stato affettivo, ma una vera e propria scelta di vita. La scelta di fondare la propria esistenza sull’apertura vera, autentica, verso gli altri.

AMICI DI VALERIO

Dopo la trasmissione radio di oggi ho pensato di aprire uno spazio apposito per gli AMICI di VALERIO ALBISETTI che diventerà il luogo dove fare riferimento per tutti coloro che si sentono miei amici e che costituiranno una grande famiglia.
L’amicizia che intendo è un continuo viaggio interiore, affascinante, anche se doloroso.
Per entrare nella mia dimensione di amicizia bisogna pulire il proprio cuore dai meccanismi perversi della personalità che mistificano, deresponsabilizzano, rendono impossibile il rapporto con la verità, dunque con se stessi, con gli altri, con il mondo, con Dio.

AMICI di VALERIO ALBISETTI

Amicizia è un termine abusato…sembra facile, ma nella mia visione è una capacità. L’amicizia è sempre personale, mai generica. Il vero amico, pur conoscendo i nostri lati negativi, non infierisce su di loro. Essere amici veri non è facile, è un continuo crescere insieme. Per poter dire di essere veramente amici bisogna possedere bontà d’animo. Non è da tutti. Per poter essere veramente amici bisogna saper ascoltare. Per poter bisogna essere veramente amici bisogna saper creare una giusta distanza con l’altro. In un rapporto di vera amicizia bisogna accettare le critiche di ccrescita. Non si deve confondere amicizia con bisogno dell’altro. Nella vera amicizia c’è anche il perdono. Nella vera amicizia non si umilia nè svilisce mai l’altro. La vera amicizia muove il cuore e ti fa uscire da te stesso. Tra veri amici non ci sono segreti. Mai. Dunque vi aspetto domani 8.30 su rairadiouno. Trasmissione “Benfatto” condotta da Annalisa Manduca e Lorenzo Opice. “”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"

AMICIZIA

Amicizia termine inflazionato, sprecato, sfruttato, consumato, mal adoperato di questi tempi.
Eppure, per me, alto, altissimo, preso nella sua dimensione autentica, originale, primigenia.
Non ho mai chiamato, infatti, amica una persona che non conosco o conosco appena.
Nè mai la chiamerò.
Men che meno ho confuso il conoscente, il simpatico, l’attraente, lo stimato, con l’amico.
Nè mai lo confonderò.
Scrivo e parlo dell’amicizia perchè essa, nella sua dimensione matura e responsabile, è fonte di godimento e di senso.
Non è privazione, fuga, costume, quotidianità, normalità, comodità o interesse.
E’ una capacità.
E’ il luogo per la vita eterna.
Così consepita, l’amicizia è un continuo viaggio interiore, affascinante, anche se , a volte, doloroso.
per giungere alla dimensione di amicizia che intendo, bisogna pulire il proprio cuore dai meccanismi perversi della personalità che mistificano, deresponsabilizzano, rendono impossibile il rapporto con la verità, dunque con se stessi, con gli altri, con il mondo, con Dio.
Essere veri amici significa risvegliarsi continuamente a nuova vita.

II BREVE INTERVISTA RAIRADIO UNO sull’AMICIZIA

Mercoledì mattina 10 MARZO 8.30 circa in onda su Radio 1 nel programma BEN FATTO condotto da Annalisa Manduca e Lorenzo Opice mi verranno poste alcune domande sull’AMICIZIA, tema, come voi sapete, a me molto caro.
Passate parola perchè sono purtroppo pochi i momenti che ci vengono dati per testimoniare la nostra ricerca di senso, e anche perchè questo è uno spazio coraggioso nel trattare certi argomenti e gli ascoltatori possono mettersi in contatto.

IL TEMPO IN CUI VIVIAMO

Parlo del tempo in cui viviamo perchè lo sento come un mondo di simboli morti, un periodo storico in cui la ricerca vera della propria vocazione è resa difficile, non reale.
La società contadina e patriarcale di un tempo era un mondo ricco di simboli, dove l’individuo trovava comunque una sua collocazione e più facilmente un suo percorso.
Anche se a volte sbagliato.
Era comunque un universo magico.
Dove la nnatura fungeva da maestra, indicava strategie, forniva indicazioni.

VIVI CON PASSIONE

Alle donne e agli uomini che non seguono la loro vocazione affinchè si risveglino….
e ne prendano consapevolezza.
Alle generazioni dell’interiorità, ai miei lettori che fedelmente mi seguono…
dico che la vita non va temuta, nè sognata, ma vissuta in prima persona, con passione.
Al di là di tutto.