CULTURA D’OGGI
Solo la cultura competitiva e superficiale di questo tempo fa credere che la vita prenda senso solo quando si diventa potenti, ricchi, soprattutto quando non si soffre. Tanto che ormai chi non raggiunge qualche successo si sente frustrato, depresso, non importante, senza valore. L’identità personale oggi, come sappiamo, è costruita sull’esterno di sè, sulla nostra immagine esteriore, sull’apparire, sull’illusione, tanto che i personaggi hanno sostituito le persone. Le persone in carne ed ossa, invece, devono e vogliono quotidianamente fare i conti con la loro nevrosi, cercando di ridurla e conviverci.
RABBIA DA FERITE SUBITE
E’ fondamentale saper gestire positivamente la rabbia dovuta alle ferite subìte.
La prima cosa da farsi è perdonare se stessi. Non incolparsi, uscire dal senso di colpa, uscire dalla convinzione di essere stati la causa dell’offesa subìta e cominciare a trattarsi con dolcezza, come farebbe il nostro migliore amico. Così facendo si elimina il carnefice interiore che è venuto a crearsi dentro di noi trasformandolo in nostro protettore, e si comincia a ristabilire un’armonia interiore necessaria per diventare di nuovo protagonisti di se stessi e di ciò che ci circonda. Solo così si potrà dare la giusta collocazione anche alla dinamica di chi ci ha ferito, che non significa perdonarlo, scusarlo, o dimenticarlo; e una più giusta collocazione all’offesa scoprendone il suo significato nel nostro progetto di vita.
Anche perchè, come sa chi mi segue da anni attraverso i miei libri e ora con il blog, sono convinto che noi siamo su questa terra, non per il piacere o per il potere, ma per dare un senso alla nostra esistenza, anche e soprattutto attraverso le ferite subite, un senso particolare che solo ognuno di noi, e non un altro, può dare.
NON CI SONO PIU’ INTELLETTUALI VERI
Chi sopravvive teme la sconfitta. Sa che, in fondo, è, a livello psicospirituale, un impotente, un incapace. Per questo si mostra sicuro di sè, capace, a livello di immagine, di soddisfare i propri e gli altrui bisogni. Non a caso, in questa società, hanno successo le persone che vanno in televisione a promettere la liberazione dai bisogni, dai problemi, dalle sofferenze. Non a caso vanno di moda i cosiddetti intellettuali e i talk show più superficiali, più inconsistenti da un punto di vista psicospirituale. Va detto, a questo proposito, che la psicospiritualità è, di fatto, ignorata in questa società.
La persona che sopravvive trascorre l’intera esistenza a negare la propria paura di perdere, di vedersi in crisi, di essere sconfitto. E per attuare ciò, se da una parte cerca di legarsi a persone di potere, dall’altra usa il suo potere per dominare o per legare a sè persone più deboli e comunque con poca autostima e dignità personali.
VIVERE O SOPRAVVIVERE SPIRITUALMENTE
Chi sopravvive, a livello psicospirituale, cerca di controllare, manipolare l’altro, cerca il suo possesso, lo desidera per sè. La persona, invece, che vive psicospiritualmente rende libero l’altro, lo consegna alle sue responsabilità, desidera che appartenga all’universo, a Dio.
Chi sopravvive, a livello psicospirituale, in fondo, non ha fiducia nell’altro, negli altri, nell’umanità.
La persona che vive psicospiritualmente si fida dell’umanità, si fida del mondo e ringrazia Dio della gratuità della sua nascita.
Chi sopravvive, a livello psicospirituale, in genere, ha successo nella società in cui vive ed è benvoluta, ma, in fondo, non è mai serena, non potrà mai avere la pace nel cuore. Chi sopravvive, a livello psicospirituale, inoltre cerca sempre fuori di sè la propria realizzazione, la compensazione alle proprie nevrosi. In fondo, chi sopravvive si illude di vivere. Sopravvivere, a livello psicospirituale, significa aver paura di vivere.
MAI DOMINARE L’ALTRO
Noi esseri umani sentiamo felicità o gioia interiore solo quando siamo in contatto con la nostra parte spirituale.
Dopo essersi domandati : “ Perchè?”, pensando alla propria storia personale cercando le chiavi psicologiche per leggerla, si deve passare a domandarsi: “ Che cosa vuol dirmi Dio con ciò che mi sta capitando? “
Dunque, ridurre le nevrosi personali per saper riconoscere e dialogare con la nostra parte spirituale. Occorre possedere uno sguardo libero, se si vuole vivere in modo autentico. L’essere umano tende a fuggire da se stesso, preferisce autoingannarsi, proiettare sugli altri le proprie colpe e le proprie responsabilità. Vivere, per me, significa non dominare, non controllare, non manipolare mai un altro essere umano.
LA PSICOSPIRITUALITA’
Tutto il mio pensiero parte dal presupposto dell’esistenza di una parte spirituale e dal suo primato nella persona. Questa convinzione mi ha portato a fondare la psicospiritualità, convinto che allo spirituale si arrivi attraverso lo psichico. Lo studio della storia personale, l’analisi della personalità, delle motivazioni, consce e inconsce, dei vari vissuti con le figure genitoriali, parentali, non risolvono il problema, ma divengono luoghi dove riconoscere, interpretare, comprendere meglio la forza e il tipo dei bisogni, delle emozioni, dei sentimenti, dei pensieri che ci attraversano e farli dialogare con la parte spirituale.
Ho compreso bene tutto ciò, dopo quarant’anni di attività psicoterapeutica, quando ho visto il depresso vincere la propria depressione o il maniaco guarire dalle proprie manie, ma nè l’uno nè l’altro riuscivano a essere felici, a essere in pace con se stessi.
ELABORARE IL LUTTO
Ogni passaggio nel nostro viaggio psicospirituale inizia con la fine di un periodo. Se rimaniamo attaccati ad una persona, ad un periodo, non riusciamo ad avanzare nel nostro cammino e rimaniamo imprigionati nelle illusioni, nei sogni e diventiamo sterili dal punto di vista psicospirituale. Prima di poter entrare nel nuovo dobbiamo lasciare il passato provocando cambiamenti non solo all’esterno di noi stessi, ma soprattutto dentro di noi, nella nostra anima.
Dobbiamo avere il coraggio di lasciare andare via ciò che è passato, di lasciar morire ciò che non c’è più, se vogliamo continuare a vivere. Se vogliamo poter rinascere. Se vogliamo andare in profondità in noi stessi per poter essere pronti per compiere la missione per cui siamo venuti su questa terra.
VALERIOALBISETTI La MIA SCRITTURA
Tutti i libri che ho scritto fanno parte di una ricerca reale che ha segnato e segna l’intera mia esistenza. Da sempre.
Uso la mia esperienza personale per tentare di aiutare i “ viaggiatori dello spirito” in un momento storico nel quale i miei contemporanei vivono una profonda crisi di senso, di significato.
Una perdita di speranza.
Scrivo per tutti, ma soprattutto per coloro che non confondono la ricerca spirituale con il ruolo che rivestono, che non si compiacciono di appartenere a gruppi indottrinati, che ritengono di sapere tutto.
Scrivo per chi è sempre aperto all’apprendimento, alla conversione.
Ormai giunto nel tramonto della mia esistenza terrena, mi accorgo che sono sempre voluto andare fino in fondo in me, nelle persone incontrate, nelle cose trovate. E ho pagato tutto ciò con incomprensioni, dolore e sofferenza.
Ma dietro a questa tragicità della vita umana ho sempre trovato il vero senso dell’esistenza, che cerco di narrare attraverso la magìa della scrittura.
Dopo aver vissuto per molti anni in Occidente, dove sono nato, ho voluto viaggiare per il mondo, a contatto con civiltà e culture diverse. E ciò ha reso sempre più evidente come la mia formazione attinga alla grande tradizione dei miti, dei simboli, e che ciò renda più facile vedere la spiritualità in ogni cosa, in ogni incontro.
Non vivo Dio come separato dagli uomini.
Per me tutto ha un senso.
AMICI DI VALERIOALBISETTI- IL PASSAGGIO NEL VIAGGIO
Ogni passaggio inizia con la fine di un periodo.
Se rimaniamo attaccati ad una persona, ad un periodo, non possiamo andare avanti nel nostro viaggio. Rimaniamo imprigionati in una illusione e diventiamo sterili dal punto di vista psicospirituale. Prima di poter entrare nel nuovo dobbiamo separarci dal passato provocando alcuni cambiamenti non solo all’esterno di noi stessi, ma soprattutto all’interno. Nella nostra anima.
Dobbiamo avere il coraggio di lasciar andare via cose e persone che ci tengono legati.
L’OMBRA PER CONOSCERCI
L’ombra, che è tutto quello che abbiamo rimosso nell’inconscio per paura di essere respinti dalle persone determinanti nella nostra educazione, deve essere conosciuta e affrontata per aumentare in conoscenza e sapienza, per poter rivelare tutta la sua ricchezza dalle profondità nascoste dell’anima.



Loading...
