SOCIETA’ SENZ’ANIMA
Oggi, la stragrande maggioranza dell’umanità, almeno quella occidentale, è costituita da individui vuoti interiormente, privi di senso profondo della propria esistenza, con continuo senso di inutilità, alienati, senza valori. Soprattutto senza speranza. E ciò fa una grande differenza. Perchè tutto cambia, se qualsiasi cosa fai, la fai con autenticità, con il cuore, con l’anima, o se la fai con l’anima alienata da te stesso, dagli altri. Un conto è vivere da soggetti, da protagonisti, un’altra da oggetti.Questa società, invece, confonde tutto, o meglio fa credere ai suoi membri di essere dei protagonisti, solo perchè consumano e seguono l’ultima moda, identificandosi nei modelli culturali imposti. A questa società importa nulla dell’anima, non importa se quando lavori, quando cammini, mangi o sei in relazione con l’altro, ci metti l’anima, il cuore. Anzi, in modo subliminale, fa credere che l’anima non esiste, o è solo un accessorio esotico. L’uomo di oggi è ormai vuoto interiormente.
SESSO MALATO
Il sesso è una delle attività, una delle forme di comunicazione tra le più praticate tra esseri umani. E’ la più fisica, la più intima, e quindi diviene il luogo dove gli esseri umani investono le loro energie, le loro fantasie, i loro sogni, ma soprattutto i loro fantasmi, le loro nevrosi, le loro perversioni. Quanto più si è nevrotici, tanto più si investe nel sesso! Più si è pervertiti e più si ha a che fare con un sesso malato. Il rapporto con l’altro, attraverso il sesso, può raggiungere il massimo grado di esaltazione o il massimo grado di insulto, toccare il massimo grado di unione o il massimo grado di allontanamento, di freddezza, proiettarti nel sacro o abbassarti nello schifo, nel volgare, nell’animale. Nel rapporto sessuale è anche racchiuso il momento più alto, più misterioso, più divino che gli esseri umani possono abitare: la procreazione di una nuova vita. Per tutte queste ragioni, io ritengo l’attività sessuale un’attività sacra, che deve essere svolta solo in un determinato contesto, quello della consapevolezza. ( tratto dal libro “AMORE,come stare insieme tutta la vita” .Valerio Albisetti. Ed. PAOLINE).
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L’ETICA PER DARE SENSO ALLA SOFFERENZA
Solo con una profonda consapevolezza psicospirituale, con una visione etica della vita, si possono affrontare le avversità e le difficoltà della vita, senza perdere la propria vitalità, senza perdere la propria specificità. Solo così si diventa capaci di soffrire. In una società come questa che insegna a fuggire la sofferenza, la morte, che ricorre alla chirurgia estetica, al denaro facile, alle bugie organizzate, al consumo del corpo, il mio pensiero è sempre più tenuto lontano dai potenti, dai loro cortigiani e cortigiane, e sono costretto a vivere ai margini della cultura imperante. Ma non me ne dolgo.Non potrebbe essere altrimenti. In tutti i miei scritti, pubblicati dalle Paoline, ho cercato di insegnare a non temere la sofferenza, ma a interpretarla, a darle senso. Nel viaggio della vita che intendo, percorso di senso e significato, bisogna saper entrare nella sofferenza e rimanervi per il periodo sufficiente per poter scoprire la vera e profonda personale identità .
PERDERE L’ETICA
Chi perde l’etica della vita e non vive a livello psicospirituale, entra in un delirio di onnipotenza. Vuole essere potente proprio perchè è un impotente, un incapace. Per questo si mostra sicuro di sè, si presenta come capace, a livello di immagine sociale, di soddisfare i propri e gli altrui bisogni, sapendo di dire bugie e falsità, perchè, essendo vuoto interiormente, quello che conta per questo tipo di individuo è il tornaconto personale, a qualsiasi costo, per sentirsi qualcuno. Non a caso, in questa società, hanno successo i politici che vanno in televisione a raccontare favole, a vendere illusioni. Politici come piazzisti. La persona che non vive psicospiritualmente trascorre l’intera esistenza a negare la propria paura di perdere, di vedersi in crisi, di essere sconfitto. E per attuare ciò, se da una parte cerca di legarsi a persone di potere, dall’altra usa il suo potere per dominare o per legare a sè persone più deboli e comunque con poca autostima e dignità personali. In fondo, chi non vive, a livello psicospirituale, esiste solo nella misura in cui l’altro ha bisogno di lui.
INTERVISTA RADIOFONICA VIII
Sul sito di Radio RAI archivio trasmissione “Ben fatto” è possibile ascoltare la registrazione dell’intervista a Valerio Albisetti del giorno 10/01.
SE NON SAI DARE SENSO VUOI VIVERE A LUNGO
Quanto più uno vive senza senso, senza essere riuscito a porre le domande giuste per compiere il suo viaggio terreno, tanto più vuole vivere a lungo. Forse per trovare il senso che non ha mai avuto o che ha perduto. Quando non si è vissuto veramente, non comprendendo lo spirituale, allora non si vuole morire e la morte viene sentita come castigo. Ma le cose non sono così, e il mondo non è stato creato per essere violentato, nè la società per essere ingiusta, ma per essere in armonia con l’uomo, così come egli dovrebbe stare in armonia con Dio.
LA VITA COME VIAGGIO DI SENSO
La vita, in fondo, è nel viaggio stesso, nell’atto stesso del viaggiare, cioè del vivere. E’ nel cercare i segni provenienti dal nostro intimo e collegarli con il mondo, con gli altri, per comprendere meglio il proprio viaggio. Chi non si mette in viaggio non potrà mai sapere chi è veramente. E’ naturale che, come in ogni viaggio, incontreremo tranelli, tradimenti, sconfitte, ma anche aiuti, amici e vittorie. E il tesoro che troveremo sarà il segreto della nostra anima. Del nostro cuore.
AUMENTARE IN UMANITA’, NON IN PERFEZIONE.
Nel mio pensiero, una persona consapevole quando sbaglia sa che è il momento di riconoscere i propri limiti. Questo atteggiamento la porterà a sbagliare sempre meno, perchè la persona è aumentata in umanità, non in perfezione.Per questo tipo di persona un errore diviene un’indicazione importante, utile per comprendere ancor più profondamente la propria unicità e specificità e divenire più umana e accogliente nei confronti di chi le sta vicino.. ( da FELICI nonostante tutto . Ed. Paoline. Valerio Albisetti)



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