IL PIACERE DI UMILIARE
Nell’atto di umiliare si esprime verso l’altro ciò che esiste in noi di oscuro e di riprovevole. Di cattivo. Umiliando l’altro si umilia se stessi. Chi umilia è preso dall’invidia per le parti buone, vincenti, che possiede l’altro, tanto che vorrebbe poterle annientare. Ma nella sottile perfidia, nell’oscura vigliaccheria di chi umilia c’è il piacere di annullare la presenza dell’altro vivendolo come oggetto, cosa. (tratto da ESSERE AMICI O AVERE AMICI? Ed. PAOLINE)



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