THE TIME IN WHICH WE LIVE

I speak of the time in which we live because I feel it is like a world of dead symbols, an historic period in which the true search for our callings is rendered difficult, not real.

The old peasant and patriarchal society was a world full of symbols, where the individual could easily find his or her calling and path.

Even if at times it was mistaken.

In any case, it was a magic universe.

Where nature was the teacher, indicating strategies and providing directions.

2 Responses to “THE TIME IN WHICH WE LIVE”

  1. Massimo says:

    “Ciò che veramente conta è aderire all’azione divina, rintracciata ovunque, e tanto più degna di adorazione quanto più il nostro destino è sottratto alla nostra previsione e al nostro controllo.”

    Pierre Teilhard de Chardin

  2. Nadia says:

    Ho superato i cinquant’anni e ogni tanto ricordo volentieri i tempi della mia fanciullezza. Mi ricordo la gioia che provavo nell’andare alla messa del fanciullo delle ore otto; il ritrovo ,dopo la messa,nel sagrato della chiesa a chiaccherare con le mie compagne; la compostezza con cui, in fila, assieme alle mie amiche andavo a confessarmi il sabato, accompagnate dalla suora; i giochi pomeridiani all’oratorio; i salti con la corda; le corse in bicicletta; la soggezione davanti alla maestra; l’attesa gioiosa dell’avvicendarsi delle quattro stagioni e ognuna di esse sembrava durasse molto a lungo.
    Cose semplici, ma mi facevano sentire contenta.
    Oggi, nelle nuove generazioni, non riscontro la gioia della semplicità e l’importanza dei valori e questo mi dà molta tristezza.

Leave a Reply